Se lavori (o stai per lavorare) in una delle professioni sanitarie afferenti all’Ordine TSRM-PSTRP, prima o poi ti ritrovi davanti alle stesse domande: Devo iscrivermi all’albo? Quanto costa? Cosa succede se non pago la tassa annuale? Come funziona l’assicurazione?
Negli ultimi anni si parla spesso di “albo unico”.
In realtà, dietro questa espressione c’è un concetto preciso: un “maxi-Ordine” che raccoglie più albi professionali (e relativi elenchi speciali) sotto un’unica Federazione nazionale e una rete di Ordini territoriali.
La cornice normativa che ha portato alla nascita e al riordino di questi albi è legata alla Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e ai decreti attuativi, in particolare il D.M. 13 marzo 2018 che ha istituito gli albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione presso gli Ordini TSRM-PSTRP.
In questa guida trovi una panoramica completa, scritta per:
Chi è già iscritto e vuole capire meglio costi, obblighi e conseguenze
Chi è prossimo all’iscrizione e vuole evitare errori pratici (che poi fanno perdere settimane)
Chi fa parte del “maxi-Ordine”? Le 19 professioni
Sul “numero” spesso c’è confusione perché si mescolano albi ed elenchi speciali.
La Federazione nazionale (FNO TSRM e PSTRP) descrive l’Ordine come riferito a 18 professioni sanitarie (ognuna con il proprio profilo normativo).
In parallelo, la piattaforma dell’albo e diversi Ordini territoriali evidenziano anche la presenza di elenchi speciali ad esaurimento (e, in alcune comunicazioni, si parla di 19 includendo figure presenti negli elenchi speciali, come il massofisioterapista).
Per orientarti in modo semplice:
Le professioni “core” afferenti all’Ordine TSRM-PSTRP (quelle che trovi come albi) sono quelle riportate dalla Federazione nazionale, per un totale di 18.
In aggiunta, esistono elenchi speciali ad esaurimento (normati da decreti successivi e regole transitorie) che compaiono nella consultazione AlboWeb.
Se vuoi una “regola pratica” per non sbagliare: conta l’albo della tua specifica professione e verifica sempre la dicitura “albo” vs “elenco speciale” sul portale (e sul sito del tuo Ordine territoriale), perché gli obblighi e le procedure amministrative possono differire in alcuni dettagli.
Come iscriversi: la procedura su AlboWeb
Il canale operativo più citato dagli Ordini territoriali per la domanda di iscrizione è AlboWeb, la piattaforma dove si crea l’utenza e si carica la documentazione richiesta.
A livello pratico, la procedura (che può variare per piccoli aspetti tra Ordini) segue quasi sempre questa logica:
Registrazione e accesso su AlboWeb (credenziali)
Scelta dell’albo corretto (attenzione: stessa Federazione, ma albi diversi)
Compilazione dei dati e caricamento documenti richiesti
Invio della documentazione all’Ordine: la domanda viene presa in carico e valutata dalla Commissione d’albo competente
Pagamento dei diritti di segreteria (di solito indicati dall’Ordine territoriale)
Un dettaglio importante: AlboWeb è la piattaforma della domanda e della consultazione, ma il pagamento della tassa annuale (TIA) può avvenire su portali/pagoPA indicati dall’Ordine, non sempre “dentro” AlboWeb allo stesso modo per tutti.
Ad esempio, alcuni Ordini indicano procedure e scadenze specifiche, con avvertenze su cosa succede dopo certe date.
Consiglio operativo (che evita il 90% degli intoppi): prima di inviare, controlla che i documenti siano leggibili, completi e coerenti (nomi file, date, timbri), perché molte richieste di integrazione arrivano per problemi banali e allungano tutto.
Quanto costa l’iscrizione? La tassa annuale
Qui la risposta più corretta è: dipende dall’Ordine territoriale.
La tassa annuale non è identica in tutta Italia perché è composta da più componenti (quota dell’Ordine, quota Federazione, spese di incasso/pagoPA) e ogni territorio può avere importi diversi.
Per darti dati realistici, basati su comunicazioni pubbliche recenti:
Ordine TSRM-PSTRP Milano: TIA 2026 indicata a 89 euro, più costi di incasso pagoPA.
Ordine TSRM-PSTRP Roma: per il 2026, esempi di totale circa 113,70 euro (quota Ordine + quota FNO + spese di incasso) e dettaglio anche per diritti di segreteria (es. 35 euro + incasso).
Ordine TSRM-PSTRP Firenze: TIA 2025 indicata a 93,60 euro.
Quindi, per una stima “onesta” utile a chi legge:
Molti professionisti pagano una TIA annuale nell’ordine di ~90–115 euro, con variazioni locali e piccole differenze dovute a quote e costi di incasso.
Oltre alla tassa annuale, può esserci:
Diritto di segreteria per la domanda di iscrizione (spesso indicato dall’Ordine territoriale)
In alcune situazioni (es. reiscrizione dopo cancellazione) viene citata anche una tassa governativa oltre alla quota annuale.
Punto chiave: se devi dare un numero “da agenda”, considera TIA + eventuale segreteria (e verifica sul sito dell’Ordine competente per provincia).
Il sistema di protezione e l’assicurazione (SPePA)
SPePA sta per Sistema di protezione e polizza assicurativa.
Non è solo una “polizza”: la Federazione lo descrive come un complesso organizzato di persone e servizi pensato per aiutare i professionisti a lavorare in modo più sicuro, con attività che toccano prevenzione e riduzione del rischio, coordinamento e servizi di difesa.
In pratica, quando un Ordine parla di SPePA, di solito intende:
un ecosistema di supporto (informazione, orientamento, riduzione rischio)
la possibilità di aderire a una polizza proposta/collegata al sistema (con modalità che passano da area riservata/portali dedicati, a seconda delle indicazioni)
Aspetto importante (molto Ninacare-style, perché evita fraintendimenti):
SPePA non ti impedisce di scegliere un’assicurazione diversa.
Alcuni Ordini territoriali ricordano esplicitamente che il professionista può scegliere la polizza che preferisce e, se richiesto, darne evidenza all’Ordine con comunicazione via PEC.
Lato pratico, quando parliamo di “assicurazione professionale”, entra anche il quadro normativo generale della responsabilità professionale sanitaria (Legge 24/2017, cosiddetta Gelli-Bianco), che disciplina sicurezza delle cure e responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie.
Come tradurlo in azione concreta:
Se aderisci alla soluzione proposta/collegata al sistema, segui le istruzioni del tuo Ordine (portale, pagamento, certificato)
Se hai una polizza diversa, assicurati che sia coerente con il tuo profilo e la tua attività reale (dipendente, libero professionista, intramoenia, consulenze, ecc.) e conserva documentazione aggiornata (certificato, massimali, retroattività)
Nota realistica: alcuni Ordini ricordano che il possesso di una polizza professionale (anche con altra compagnia) può essere considerato requisito necessario insieme al rinnovo annuale e alla regolarità contributiva.
Obblighi dell’iscritto: ECM e codice deontologico
Iscriversi all’albo non è solo un “timbro”.
Porta con sé obblighi professionali.
1) ECM (educazione continua in medicina)
L’obbligo ECM riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e viene gestito anche attraverso portali dedicati (Co.Ge.A.P.S. per la posizione formativa).
Alcuni Ordini ricordano esplicitamente l’obbligo ECM anche per figure presenti negli elenchi speciali ad esaurimento (es. massofisioterapisti in determinate condizioni e finestre normative).
Nella vita vera, l’ECM “pesa” soprattutto quando:
Ti serve dimostrare regolarità (bandi, incarichi, assicurazioni, procedure)
Vuoi evitare accumuli e corse dell’ultimo minuto
Devi gestire esoneri/esenzioni o conteggi triennali (tema che spesso diventa fonte di stress)
2) Codice deontologico
La Federazione nazionale ha pubblicato e presentato i codici deontologici aggiornati (con approvazioni e documenti consultabili).
Perché è rilevante anche se “sei solo dipendente”?
Perché il codice deontologico entra in gioco quando si parla di:
Correttezza del comportamento professionale
Tutela del cittadino/utente
Gestione di conflitti di interesse, responsabilità, rapporto con colleghi e organizzazione
E soprattutto: può avere conseguenze disciplinari.
Cancellazione e pensionamento
Qui conviene essere molto chiari: la cancellazione non è “automatica” perché vai in pensione.
In diversi siti degli Ordini territoriali viene ribadito che la cancellazione avviene solo a seguito di una richiesta dell’interessato (non come evento automatico) e con modalità formali.
Cosa succede, in concreto, nelle situazioni più comuni?
Smetto di esercitare e non intendo più esercitare: posso richiedere la cancellazione, seguendo le modalità indicate dall’Ordine (spesso tramite PEC o modulistica).
Mi trasferisco in un’altra provincia: di solito si parla di trasferimento/variazione verso l’Ordine territorialmente competente.
Cancellazione per decesso: alcuni Ordini prevedono espressamente che la richiesta possa essere presentata dagli eredi.
Reiscrizione dopo cancellazione: può comportare una nuova domanda e pagamenti (quota annuale e, in certi casi, anche tassa governativa), oltre al fatto che l’Ordine può comunque recuperare quote pregresse non pagate.
Un dettaglio operativo che spesso sorprende: alcuni Ordini indicano finestre/tempi per presentare la richiesta (per farla decorrere dall’anno successivo)
Albo unico e tassa di iscrizione: una garanzia per il cittadino
Arriviamo alla domanda più “di senso”: perché esistono albo e tassa annuale?
La risposta, nella sua forma più concreta, è questa: l’albo serve a rendere verificabile chi è legittimato a esercitare, e l’Ordine serve a garantire un presidio su:
requisiti di accesso e iscrizione
aggiornamento e correttezza professionale
disciplina e sanzioni (quando necessario)
trasparenza verso il cittadino (es. possibilità di verificare l’iscrizione)
È qui che la “tassa” diventa meno astratta: contribuisce a mantenere in funzione questo sistema (Ordini territoriali, servizi, procedure, strumenti).
E c’è un punto che vale la pena dire senza giri di parole: svolgere attività professionale senza essere regolarmente iscritti, quando l’iscrizione è richiesta, non è solo un problema amministrativo.
L’ordinamento prevede il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.), collegato proprio all’idea che certe attività debbano essere esercitate solo da soggetti abilitati e iscritti in un albo o un elenco.
Sul versante “interno” all’Ordine, le Commissioni d’albo hanno attribuzioni che includono anche l’adozione ed esecuzione di provvedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti.
Infine, per chi è già iscritto, la sanzione più “concreta” e frequente non è penale ma amministrativa: la morosità.
Alcuni Ordini indicano che, in caso di mancato pagamento entro fine anno, può essere avviata la procedura di cancellazione per morosità, con recupero del debito; e comunicazioni della Federazione richiamano regole e garanzie procedurali (ad esempio il fatto che l’interessato debba essere sentito).